Ancora in discussione gli incitivi auto per il 2010, e, secondo Gian Primo Quagliano, direttore del Centro Studi Promotor, ci saranno 60.000 immatricolazioni in meno che a fine anno peseranno sul bilancio del venduto in Italia. Il problema è lo stop agli ordini che porterà ad una perdita di immatricolazioni nonostante in gennaio il mercato sia cresciuto del 30,2%. Secondo l’Anfia, infatti, gli ordini sono crollati del 32,1% perché i potenziali acquirenti attendono novità.
Nel frattempo, il Ministro Claudio Scajola ha dichiarato di “valutare se (gli incentivi) siano ancora utili o siano un fenomeno distorsivo del mercato”, facendo intendere di volerne discutere nella riunione prevista per l'8 e 9 febbraio in Spagna con i colleghi europei. Ma secondo Quagliano gli incentivi prima si introducono e poi si annunciano e “questa regola nell’ultimo anno è stata sistematicamente disattesa. Molti mesi prima della scadenza degli incentivi 2009 ne è stato annunciato il rinnovo, rinnovo poi ribadito con l’effetto di depotenziare le misure in vigore in quanto la possibilità che una misura incentivante a termine venga rinnovata alla scadenza riduce la propensione a servirsene. Giunti in prossimità della scadenza, si è cominciato a parlare di un rinnovo all’inizio di gennaio, poi di un rinnovo entro gennaio, poi della possibilità di un rinnovo di sei mesi con bonus dimezzati, poi si è messa in dubbio la possibilità del rinnovo, poi ancora si è dichiarato di dover aspettare 'valutazioni in ambito europeo', non necessarie considerando che ogni Stato ha fatto quello che ha voluto non solo in tema di incentivi alla domanda, ma anche in tema di aiuti diretti all’industria”.
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Nessun incentivo auto per il 2010: ad annunciarlo è stato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Ma gli incentivi ci saranno per elettrodomestici e macchine agricole. Scajola ha dichiarato che, per l'anno, in corso gli aiuti al settore auto saranno limitati all'innovazione e alla ricerca. Oltre all'orientamento comune degli altri Stati europei hanno pesato sulla decisione anche il mancato dietro front di Fiat su Termini Imerese e le recenti dichiarazioni dell'ad Sergio Marchionne secondo cui il Lingotto avrebbe potuto fare bene anche senza gli aiuti. Per sapere invece quale sarà il futuro dello stabilimento siciliano di Termini Imerese, bisognerà attendere la prossima settimana, quando Scajola riferirà nell'aula del Senato sulla situazione dell'impianto Fiat.
Confermati, invece, gli incentivi per gli altri settori come quello degli elettrodomestici e il tessile. Il ministro Scajola ha spiegato: “Credo sia opportuno quest'anno dare incentivi ad altri settori che hanno bisogno di essere spinti. Nel 2009 il governo ha incentivato fortemente il settore auto. Mi pare che qui a San Sebastian stia prevalendo la tesi di uscire dal sistema di incentivi sul settore delle quattro ruote" Tuttavia c'è la necessità di dare certezze altrimenti i consumi frenano. Credo quindi che sia opportuno quest'anno dare aiuti ad altri comparti”.
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